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Speculum Animarum, la forma antica di Auro Zelli per lodare il creato

today13 Settembre 2026 41 2

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speculum animorum auro zelli claudia cavuoti

 

Esce oggi Speculum Animarum, la nuova composizione di Auro Zelli, pubblicata da GunG Music Entertainment su tutte le piattaforme digitali. La voce solista è di Claudia Cavuoti, i cori sono affidati ai giovani allievi di Zelli: Fabio Tascone, Solea, Mira e Asia Vicoli.
auro zelliL’opera nasce da due frequentazioni parallele di questi mesi, la rilettura della Commedia e l’ascolto assiduo di Pierluigi da Palestrina e Claudio Monteverdi. Da lì viene il sapore antico che la distingue dalle pagine pianistiche e classiche già firmate da Zelli, senza che si tratti di un esercizio di stile: la forma antica serve qui a dire qualcosa che riguarda il presente.
Il pensiero che regge la composizione è semplice nella formulazione, vertiginoso nelle conseguenze.
Ogni essere vivente, la belva nella selva, il bambino, la vecchiaia, alza gli occhi verso lo stesso cielo; in quegli occhi le stelle si riflettono, e il riflesso non è immagine consolatoria ma condizione perché l’infinito esista come esperienza. Se mancasse un solo sguardo, quella somma di energie non sarebbe intera. L’incontro con il divino, in questa visione, non avviene nella solitudine del singolo: avviene nella simultaneità di tutti gli sguardi alzati, tenendosi per mano.

claudia cavuotiIl testo Sub uno sidere  procede in cinque esametri latini come un’unica strofa. Al centro esatto del verso centrale sta la parola speculum: unum spirat Numen: speculum sumus omnia stellis, siamo specchio, ogni cosa, alle stelle. Attorno a quel fulcro si dispongono l’apertura cosmica sub lumine rerum, che richiama Lucrezio, l’anafora di cadenza virgiliana che distribuisce il divino in ogni creatura, la clausola salmodica di ascendenza biblica in cui la pace discende su chi ha saputo riconoscere.
Agnoscere, non cognoscere: la pace come memoria ritrovata, mai come conquista.
La scelta delle voci segue la stessa logica. Claudia Cavuoti porta alla parte solistica una formazione corale e un repertorio sacro frequentati fin dall’infanzia. I cori dei giovani allievi non sono un contorno timbrico: sono la parte concreta dell’idea, le voci che verranno dopo.

SUB UNO SIDERE
Quidquid in immenso spirat sub lumine rerum,
sive fera in silvis, sive infans, sive senecta,
unum spirat Numen: speculum sumus omnia stellis.
Ipsum nos sumus, ipsa fera, ipsa infantia, flores,
et pax descendit super hos qui agnoscere norunt.

Tutto ciò che respira sotto la luce immensa delle cose,
sia la belva nelle selve, sia il bambino, sia la vecchiaia,
spira un unico Nume: siamo specchio, ogni cosa, alle stelle.
Esso noi stessi siamo, essa la belva, essa l’infanzia, i fiori,
e la pace discende su coloro che hanno saputo riconoscere.

Scritto da: Pino Cavuoti

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