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TE LO DO IO IL VINILE n.3 - 22.3.26 Radio Saba Sound
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Rhove “Femmina” è il nuovo Disco della Settimana Nicola Civitarese
Dopo il lungo viaggio nello Xenoverso, Rancore viene rispedito sulla Terra con la memoria cancellata e senza più ricordi del percorso appena compiuto. Quando riemerge nel nostro mondo qualcosa però è cambiato: prova a raccontare ciò che ha visto, ma le parole che escono dalla sua bocca sembrano non appartenere più a questa realtà. Scivolano in deviazioni, neologismi e raplaplà che chi lo ascolta non riesce a decifrare. È da questo ritorno senza memoria e senza linguaggio condiviso che nascono le Fanfole.
È infatti dopo aver annunciato il nuovo album “TAREK DA COLORARE”, in uscita venerdì 3 aprile e di cui è disponibile il preorder, che Rancore svela il primo singolo “FANFOLE” (Hermetic/Django Music).
«Ho fatto un lungo viaggio e, quando sono tornato a casa, le parole che uscivano dalla mia bocca sembravano senza senso, sebbene in realtà ne nascondessero infiniti. “Non capisco mezza parola di ciò che dici”, mi dicevano.», racconta Rancore. «Io però ero convinto che la musica fosse questione solo di sensazioni e nient’altro, quindi ho continuato nei miei raplaplà».
Sommergibili, esplorazioni submarainiane, giorni smegi e lombidiosi e isole gaddiane attraversate alla ricerca di tesori fatti di parole smarrite. È proprio da questa immersione nel linguaggio e nel non-senso che emergono le Fanfole, parole nuove, scomposte, apparentemente indecifrabili ma cariche di significato. Con “FANFOLE”, Rancore trasforma così lo spaesamento del ritorno in un nuovo linguaggio: una musica che non ha interesse ad essere capita parola per parola.
Sul piano sonoro, la produzione di Meiden e il groove del basso di Jano accompagnano questo universo linguistico in una dimensione musicale che amplifica il carattere visionario del brano, trasformando il non-senso in ritmo e narrazione.
La copertina del singolo è “Il Giardino Segreto” (2022) di Luigi Serafini, artista, architetto e designer noto a livello internazionale per le sue opere che evocano mondi immaginari, enigmatici e onirici tra cui il celebre Codex Seraphinianus (1981). Un’immagine che sembra dialogare naturalmente con l’universo simbolico di Rancore. Come il protagonista del dipinto, anche lui osserva le bolle disperdersi nell’aria e il mondo che ci viene raccontato ogni giorno, senza capirne il senso.
A impreziosire il brano arriva inoltre uno speciale intervento che sposta, con discrezione, il baricentro.
Il singolo è la prima anticipazione del nuovo album “TAREK DA COLORARE”: un ritorno alla realtà che diventa anche un nuovo spazio creativo, una pagina aperta in cui identità, immaginazione e linguaggio possono essere riscritti.
È da questa frattura che nasce il nuovo capitolo. Privato dei ricordi di quell’universo, Tarek si ritrova a dover ricostruire da zero il proprio modo di stare nel mondo e riscoprire se stesso. Anche il linguaggio sembra spezzarsi: parole inventate, suoni che ricordano una lingua, ma quale? Come per chi viene per la prima volta al mondo, comunicare è qualcosa che andrà imparato.
Ma nell’Universo in cui è stato reinserito manca qualcosa: Rancore si ritrova in un mondo improvvisamente in bianco e nero, dove i colori sembrano scomparsi. La propaganda politica alimenta e dirige il risentimento collettivo, dividendo il mondo in parti sempre più piccole e spingendo ognuno a scegliere il proprio colore in una guerra silenziosa che finisce per addormentare l’anima e lasciare gli individui sempre più soli, incapaci di mescolarsi e sporcarsi dei colori degli altri per svegliarsi a vicenda. (Fonte: Raffaella Leva – Universal)

Scritto da: Nicola Civitarese
discodellasettimana fanfole Radio Saba Sound rancore
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